lunedì, 14 gennaio 2008, ore 18:35

Stranamente pensiamo che ci sia un modo che permetta alle cose di non finire, quando semplicemente dovremmo accettare e metabolizzare l’idea di fine come idea di inizio – sempre più spesso mi ritrovo a pensare a vaste distese di terra rancida in putrefazione, senza più uno spicchio di erba verde, di fiore rosa o giallo, di viva natura che s’affaccia e fa capolino dai raggi di un sole opaco, dietro le colline, sempre più spesso associo quest’immagine alla sorgente di tutto questo tran tran generale, ovvero la mia vita nel suo complesso itinerante, che s’inerpica lungo sentieri paludosi, incespicando e inciampando nelle coltri fangose di un terreno che non ha più frutti da dare (c’è troppo sale, sale grosso da cucina, bianchi cubetti salati mischiati a particelle terrifere, in un puzzle privo di esistenza), e rimugino che è impossibile strappare un pizzico di onesta bellezza da un paesaggio come questo, sterile e privo di attrattive per chi ha voglia di vedere davanti a sé i colori opachi di un’alba in aereo o la luce intensa della luna tra le onde che fluiscono e spumeggiano: e allora non ti resta altro che metterti le mani nei capelli, e scappare; oppure rimanere immobile nella fanghiglia, tra vermi grigi, aspettando un bocciolo che sconfigga lo squallore generale, e trovi la via della vita, senza essere castrato sin dall’inizio dalla voglia di essere normale e dalla tendenza ad assecondare la sterilità che lo circonda. Solo così riuscirebbe a crescere, libero da ogni tipo di parassita, libero da ogni costrizione, libero
m.
quo vadis? ¤ commenti (15) ¤ commenti (15)(popup)
categoria :





sabato, 12 gennaio 2008, ore 19:33

Una striscia di profumo che si dilata in un contesto affollato e fumoso, una singola striscia volteggiante che serpeggia tra le persone per raggiungermi e lasciarmi inebriato; sento le gambe che si muovono da sole, e il naso che arrossisce, in un moto spasmodico di emozioni e di voglia d’essere emozionato, e c’è questa linea odorosa che impedisce alla mia apatia di resistere imperterrita contro le luci della ribalta che si vedono all’orizzonte – peccato che sia ancora notte fonda, e ci sia buio. Ho come l’impressione che ci sia qualcosa di cui non mi accorgo, le vicissitudini si evolvono e io non capisco, a volte mi manca anche il respiro, e rimango barricato dietro le sottane violette di colei che, entrata col suo profumo e il suo sguardo stranito, proprio non ce la fa a non resistermi dentro
m.
quo vadis? ¤ commenti (4) ¤ commenti (4)(popup)
categoria :





mercoledì, 02 gennaio 2008, ore 00:33

Ho girato la testa per vedere il mondo, quando il vento torna indietro per tenermi a terra si tiene stretto soavemente alle mie braccia in cerca di aria sana e pulita, la musica si alza nelle scale ritmiche di quel suono lento e cadenzato che mi porta ad andare più in là di quanto potrei, gli occhi si chiudono oltre le torri di pietra e conducono un itinerario personale lungo vie contorte e inusuali, e ora, è tempo di partire, di abbandonare i giochi, mi sono arrampicato sugli alberi, sono scivolato sulla corteccia e mi sono fracassato le ossa per vedere che il mondo mi stava ruotando intorno e sbatteva contro le mie mani, contro le mie braccia, contro la mia testa, e nessuno costruiva una casa solida e stabile per me, ma oggi tutto questo è scomparso e scompare, perché ho girato finalmente la testa, è il momento giusto per cominciare a correre e stop – alzati, vieni fuori, smetti di piangere fuori il tuo cuore, perché hai paura? non potrai mai cambiare quel che è stato e non c’è più, perché tutte le stelle stanno sbiadendo, prendi quello che ti serve e continua per la tua strada, e smettila di piangere, forse un giorno
m.
quo vadis? ¤ commenti (16) ¤ commenti (16)(popup)
categoria :