Quanti giorni passati a far nulla senza sapere che il tempo a nostra disposizione sarebbe finito così in fretta, così velocemente! Che shock, che eccitazione essere vivo in questa ultima mattina di dicembre, con il sole che batte sul vetro e si riflette per terra, e c’è la polvere che rimugina sul suolo e si alza in nodi luminosi! Le porte rimangono chiuse, e il vento sbatte sulle persiane, e mi vengono in mente le immagini di quel giorno, di quel momento, di quando ridevo in un pomeriggio uggioso, di quando mi disperavo guardando il mare e di come sbattevo il telefono sul tavolino perché ricevesse qualcosa di significativo per me, per noi, per tutti, per quest’anno che finisce (non tornerà più) – è banale, ma è così sorprendente pensare a quante cose non potremo più rivivere, quante cose dietro di noi lasciate a mezz’aria, e ora sto scrivendo l’ultimo post del 2007, domani mi sveglierò in un nuovo anno e saprò che tutto quello che ho vissuto, che ho passato, è trascorso, e basta, in una notte realizzerò che è finito l’anno nostro, e inizia il mio, personalissimo, 2008, ed è tutto qui, così, semplicemente