lunedì, 31 dicembre 2007, ore 12:54

Quanti giorni passati a far nulla senza sapere che il tempo a nostra disposizione sarebbe finito così in fretta, così velocemente! Che shock, che eccitazione essere vivo in questa ultima mattina di dicembre, con il sole che batte sul vetro e si riflette per terra, e c’è la polvere che rimugina sul suolo e si alza in nodi luminosi! Le porte rimangono chiuse, e il vento sbatte sulle persiane, e mi vengono in mente le immagini di quel giorno, di quel momento, di quando ridevo in un pomeriggio uggioso, di quando mi disperavo guardando il mare e di come sbattevo il telefono sul tavolino perché ricevesse qualcosa di significativo per me, per noi, per tutti, per quest’anno che finisce (non tornerà più) – è banale, ma è così sorprendente pensare a quante cose non potremo più rivivere, quante cose dietro di noi lasciate a mezz’aria, e ora sto scrivendo l’ultimo post del 2007, domani mi sveglierò in un nuovo anno e saprò che tutto quello che ho vissuto, che ho passato, è trascorso, e basta, in una notte realizzerò che è finito l’anno nostro, e inizia il mio, personalissimo, 2008, ed è tutto qui, così, semplicemente

m.
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lunedì, 24 dicembre 2007, ore 18:44

Regali su regali è il natale più caldo che riesca a ricordarmi. Scendo dall’autobus ed entro in quella gioielleria della vecchia donna rossa e della figlia isterica, e mi ritrovo tra la folla natalizia che non ride e non grida, ma cammina tumultuosa verso il risparmio scialacquante ed è piena di buste, bustine, dodo da 150 euro e idee che non vengono e non verranno di certo. Mi aspetta la cena goliardica coi sacrosanti parenti, che a dirla così sembrano tanto dei nemici pronti a sbranarti e ucciderti, mi lavo i denti e sfodero il sorriso ipocrita del ‘dio, che regalo fantasmagorico, zia! Che bella questa macchinina rossa telecomandabile per un ragazzo di diciassette anni, che intuito!” o del “Mmm, che buono questo polpettone al nero di seppia con cavolini e ceci, nonna! Squisito!” e proseguo per la mia strada mentifera guardandomi il polso e pensando a capodanno, e cosa faccio domani, e dico tra me e me che alla fine a natale sono sereno, e sereno non lo ero da tanto – buon compleanno, cristo
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venerdì, 14 dicembre 2007, ore 17:55

Un istante, uno solo: la forza devastante dell'attimo in sé, la brutale aggressività animalesca che mi prese per quella frazione insignificante capace di lasciarmi sbigottito un'intera giornata - la voglia di saltare letteralmente i punti precedenti il dunque, e arrivarci con violenza disumana per soddisfare privati e ottenebranti piaceri, consueti o menoche siano, e liberarsi da questa coltrina di sporcizia moralistico-etica: dio, che sensazione immaginifica
m.
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