mercoledì, 20 giugno 2007, ore 11:54

È da due giorni che cerco il pennarello blu. Era qui vicino alla tastiera l’altro giorno, me lo ricordo, mi ero affezionato, e ora non c’è più, sembra svanito nel nulla. Molte cose svaniscono di colpo, in questa casa. Ad esempio il gem boy color un giorno decise di andarsene, ma io ho ancora il sospetto sia stato nascosto sotto i cuscini del divano, quello verde e disfatto in mansarda, ma non ho mai trovato la voglia, o il tempo, di andare a controllare. Ma è la vita no, un giorno sei qui, domani svanisci nel nulla, e nessuno riesce più a trovarti. Poi ci sono quelle cose che non sappiamo di avere, ma che abbiamo di per certo, e le scopriamo solamente una volta che sono svanite nel nulla, scomparse per sempre, e allora ne sentiamo la mancanza, nonostante tutto, senza capire bene di cosa si trattasse, sapendo solo che sì, erano importanti; tutto ciò che non abbiamo ci sembra importante. Io ad esempio ho tante cose, ma sono talmente ossessionato da me stesso da non capirne l’importanza, o meglio, la comprendo, me ne vanto anche un po’, ma ufficialmente faccio il finto tonto, perché è più semplice, è più facile, è meno impegnativo. Poi per me la mia vita è un reality show, come quel film con Jim Carrey, tutto strutturato da un’attenta sceneggiatura, perché è davvero imprevedibile ogni cosa che mi accade, e quindi mia mamma è un’attricetta pagata per fare quella parte e così anche la Pezza, o il suo cane, Maya. Se lo venissi a sapere, sarei la persona più felice del mondo, perché vorrebbe dire che questo giugno non è realtà, ma finzione, e che io non ho fatto proprio nulla di mia spontanea volontà, e che ho tutto il tempo di ricominciare, normalmente, normalmente

m.
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martedì, 12 giugno 2007, ore 18:47

Oggi ha piovuto forte, acqua gelida e dura, e dopo anche palline di ghiaccio, e io ero sotto alla banchina dell’autobus, e stavo bene, perché io amo la pioggia, lo dissi circa una ventina di post fa, la pioggia mi fa stare bene, io sono felice quando il cielo fa i capricci, perché penso a quando al mare piove e la pineta si piega, e io corro pensando ai fulmini

m.
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mercoledì, 06 giugno 2007, ore 22:34

Oggi ho fatto uno di quei giochetti per sociopatici internettiani, e in teoria dovrei postarlo per fare in modo che si avveri, ma non ne ho voglia, cioè, ho una certa dignità, mi rifiuto di assecondare il volere di una catena di sant’antonio, anche se sotto, nelle ultime righe c’era scritto a caratteri cubitali che ‘sì, funziona!’, quindi mi prendo la sfiga, e ciao ciao sogni di gloria, anche se i desideri erano un po’ monotoni, sono sempre quelli che a causa di queste catene vengono posticipati di sette anni in sette anni, e la mia vita allora prosegue piatta, ad un livello medio di sfiga/fortuna (ho constatato che quando scrivo mi si gonfia, no, inizia tipo a formicolarmi un punto della mano destra e il mignolo diventa insensibile a stimoli esterni, per questo scrivo di meno ora come ora, ho paura, tengo ad entrambe le mie mani, mi servono ancora per un pò). Sono le 22,58 e splinder è in manutenzione, non posso neanche postare un cazzo di post quando ne ho voglia, mi sa che ho fatto male a non obbedire alla catena

m.
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