Sono lontane le onde, l’odore caldo e intenso di quella casa al terzo piano, la delicatezza dei piedi sulla sabbia, la musica del Batija, l’ammasso di corpi d’ogni età, il sudore del beach-volley, la palla multicolor insabbiata, le ciabatte bianche, i pacchetti di marlboro light nascosti tra i cespugli, il pensiero di una serata divertente, i bomboloni alla nutella di Pablo, il frontale in rishò, le risate incessanti e petulanti di Fede, i divanetti stile esotico del Cruzan, i rum e pera, il gelato fiordilatte e fragola d’ogni sera, è lontana la piazzetta, coi suoi lampioni e le sue panchine, e l’edicola; è lontano lo Chery, è lontano Arezzo, Arezzo e le aretine, le aretine e la pallavolo, la pallavolo e i tornei, i tornei e Moretti, moretti e la birra, la birra e Cesenatico, Cesenatico e il Batija, il Batija e la Serena, la Serena e il calore della passione, la passione e (è) Eleonora, Eleonora e Reggio, Reggio e Pinotti, Pinotti e Anna, Anna e Bologna, Bologna e Alice, Alice e tequila sale e limone, una tequila e il cruzan, il cruzan e ogni sera, ogni sera e la pasticceria, la pasticceria e Pablo, Pablo e il vecchietto dello zadina, il vecchietto dello zadina e le urla, le urla e le risate, le risate e Ciabatta, Ciabatta e il fumo, il fumo e la testa che gira, la testa che gira e Zadina, Zadina e io: io, ora, qui. Ciao ciao mie care vacanze.