mercoledì, 01 luglio 2009, ore 19:59

mi son perso giugno, ma per una buona causa: in questo giorno, i vertici dello spazio hanno decretato la libertà sconfinata: un piccolo passo per un uomo, uno grande per l'umanità. datemi un pizzicotto.
m.
quo vadis? ¤ commenti (2) ¤ commenti (2)(popup)
categoria :





mercoledì, 27 maggio 2009, ore 17:17

Credo sia stata la pioggia; ho aperto la finestra, e una ventata piovigginosa ha invaso la mia camera, portando una frescura interiore che non sentivo da tempo. Non c’è bisogno di pensare a quante cose siano cambiate dall’ultima volta che ha piovuto; mi dilungo spesso in inutili elucubrazioni umidicce sui colori sgargianti e opachi di una stessa situazione, mi dilungo mentalmente e non concludo nulla, perché la mente (o forse solo il dilungarsi) serve per soffrire, non per risolvere. È inevitabile, quindi, che la pioggia sconvolga l’assetto stabilito dal tempo, e che le foglie ora verdi emanino un odore così nuovo, e allo stesso tempo capace di riportare alla luce, dagli anfratti più desolati della coscienza, immagini e suoni, e ancora altri odori, e luci, soprattutto luci, abbaglianti e mescolate come se fossero una miscela brillante di parole e pensieri dimenticati nei giorni passati. È come alzare lo sguardo con fare solenne, e sentirsi invasi da una carica elettromagnetica del tutto esistenziale, e interiore, e continuare a guardare ciò che si ha davanti con una spinta nuova e anche stantia, come se dal baratro della quiescenza riemergesse all’improvviso il ricordo istintivo della precedente capacità di emozionarsi per una giornata assolata che si fa sempre più uggiosa, così cupa, e i tuoni! è rimasto poco tempo, ma del tempo che mi rimane, non so davvero più che farne, lo ammetto
m.
quo vadis? ¤ commenti (4) ¤ commenti (4)(popup)
categoria :





giovedì, 30 aprile 2009, ore 22:38

Non riusciva a razionalizzare l’avvenimento, ma edulcorava ogni singolo aspetto di quell’occasione spingendo le aspettative oltre ai ristretti limiti della sua realtà; una parte di lei, occultata da troppo trucco, ma recondita e persistente, già assaporava la delusione che la totalità della sua mente acerba avrebbe provato a festa inoltrata. Lei quindi sapeva d’illudersi, e che non avrebbe comunque ottenuto nulla con o senza quel bracciale, o quegli orecchini, ma si ostinava nell’immaginare che ogni singolo dettaglio sarebbe diventato fondamentale una volta lì; si mentiva, e si crogiolava nella menzogna con ingenuità forzata.
 
 
m.
quo vadis? ¤ commenti (3) ¤ commenti (3)(popup)
categoria :





martedì, 31 marzo 2009, ore 20:12

“Io sono Filippo; non chiamarmi Pippo, però,” disse Filippo, trattenendo la sigaretta tra le labbra, “l’accendino?” mugugnò, facendo attenzione a non farla cadere.

m.
quo vadis? ¤ commenti (2) ¤ commenti (2)(popup)
categoria :





martedì, 31 marzo 2009, ore 20:08

Mi hanno ricordato di farlo. Non riesco più a scrivere, non scrivo più. Però confido che questo non significhi nulla, cioè, sono solo due mesi: lo sprint creativo tornerà.

m.
quo vadis? ¤ commenti ¤ commenti (popup)
categoria :





sabato, 28 febbraio 2009, ore 13:48

febbraio mi ha sempre ispirato poco.

m.
quo vadis? ¤ commenti (4) ¤ commenti (4)(popup)
categoria :





martedì, 06 gennaio 2009, ore 21:45

Mi sono svegliato una mattina, e ho sentito il vuoto poco più giù dell’ombelico: avevo circa cinque anni- per la prima volta, nel letto dei miei, in una mattina poco assolata e premuta da un freddo grande, mi resi conto di come si manifestasse in me l’angoscia; rimasi atterrito, e sconvolto, non riuscivo a capire perché i pensieri del giorno prima fossero ricapitolati in me così, senza preavviso, procurandomi quella reazione anormale. Ora vabè non mi spavento più. Ogni mattina io apro, ringraziando o meno il cielo, gli occhi; mi crogiolo per uno due secondi nella beata inconsapevolezza del risveglio, emergendo dal baratro del sonno con occhi gonfi; la matassa del vuoto mi crolla addosso, facendomi scivolare nel secondo baratro, quello del “renditi conto, sei sveglio, non hai scampo”, con una fitta chiassosa allo stomaco, e una nostalgia lacerante per l’inconsapevolezza smarrita. Ok, c’è di peggio: ma domani la realtà piomba su noi più che mai. Da domani le sorti di una vita vengono messe all’asta: chi offre di più, vince, e chi vince, regna, e se regni, hai tutto. Chi lo dice che sia io a vincere? Chi mi dice che il vuoto si riempirà di calore, e affetto, e serenità compiuta? desiderare è umano, io desidero tanto- desidero avere quello che ho, e non ho, e ciò che avrò e ho avuto, perché è uscita la regina di picche, e ho tredici punti da portarmi appresso. Però: però c’è nebbia. Mi sembra che ogni cosa sia sfumata, nei bordi: i contorni si dilatano – ho sonno – mi sento sempre così i primi giorni dell’anno. Mi sento così perché è come se tutto ciò che è stato stia lentamente scivolando via, e le cose debbano ricomporsi come possono: ecco perché non hanno confini. E mentre la radio non va, l’angoscia comunque resiste
m.
quo vadis? ¤ commenti (5) ¤ commenti (5)(popup)
categoria :





mercoledì, 31 dicembre 2008, ore 00:16

Il mondo gira. Le luci scorrono sullo schermo, accecanti e impavide, disegnando strisce contorte in cui, se ti concentri, riesci a vedere qualsiasi cosa. Di notte, nell’ultima notte di un anno, mi duole un labbro inferiore, e nulla più; avrei tante cose da dire, esprimere, creare- spiegare. Vorrei essere capace di dire ciò che va detto, di esprimere ciò che va espresso, di creare ciò che va creato. Ma non m’importa, perché vivere è scegliere, chi ti dice se hai scelto bene? Sento le persone che chiamano il mio nome, mi ingannano con un bacio, mi lasciano con uno dito, spingendomi sotto le rotaie di una stazione polverosa e stanca, o che si è stancata, ma non m’importa, perché ho tessuto il mio velo, ed è chiaro ma nitido, e resiste, ed io non temo le conseguenze. La rabbia cola liquida sopra le rocce della mente, allunghiamo la mano tutti insieme e sforiamo quello che è rimasto, ma le cose sono cambiate, le dita si chiudono e feriscono l’aria, e io odio l’espressione “ferire l’aria”, ma ora è calzante, e non direi mai calzante se non fosse necessario: cado in avanti, sbatto la faccia. Ma non m’importa! è così strano continuare a ripeterlo, i filamenti del disinteresse si dipanano nell’acqua come lunghi capelli ondeggianti e rossi, e si attaccano ad ogni cosa, sono una corazza, uno scudo, e io non sento non capisco non vedo come sia possibile uscire da questa condizione perpetua di insoddisfazione perenne che non mi appartiene ma mi tiene, che non vedo ma sento, che non capisco ma voglio, perché essere insoddisfatti significa essere vivi, ed essere vivi significa esigere sempre di più, e di qui l’insoddisfazione, e l’essere vivi. Ma chi vive di sensazioni e ricordi, illusioni e parole, vive male, dicevano al mare, mentre il pontile crollava e tutti morivano urlando; ho provato a salvarla, disse alla polizia, o alla madre, non ricordo, accorsa sul luogo del misfatto il giorno del misfatto all’ora del misfatto, ho provato a salvarla, disse, ma è annegata. E io sono annegato con lei, almeno in parte, vede, non ho più mani per toccarle la mano, o la guancia. È normale? è giusto: non temo le conseguenze, ah! è ciclicamente testato che tutto scorre, ma tutto eh, anche la tazza di paperino qui accanto a me prima o poi scorrerà in qualcosa d’altro, spero, per dare forza alla mia teoria. Pulsiamo e cantiamo tutti insieme, anche se non c’è niente da ridere, mi raccomando
m.
quo vadis? ¤ commenti (5) ¤ commenti (5)(popup)
categoria :





domenica, 28 dicembre 2008, ore 22:00

Che fai per dirle che l’ami?
Il naturale processo di eliminazione.
What have you found? The same old fears.
The only way to get what you want, it’s to come a human yourself- stia con noi!
Non mi crede? Chieda al piatto.
Sono stanco.
I’m tired.
Zzzzadina.
27 dicembre [virus!] ma santo...
ehi, ma che sia il caso di
PERIDON?
la tazza di paperino
d0v'è il cellulare.
ok.
AH! AH! AH! AH!
now, sing! keep singing!
è stata una cosa naturale! chiediglielo! chiediglielo! chiediglielo!
potrebbe risuccedere?
ma il coccodrillo com'è che fa.
semmai la Pezza
muore.
Muore.
MUORE.
 
filamenti di pensieri in una notte festiva.
m.
quo vadis? ¤ commenti (1) ¤ commenti (1)(popup)
categoria :





domenica, 30 novembre 2008, ore 15:23

Quasi quasi, mi perdevo pure novembre.
m.
quo vadis? ¤ commenti (5) ¤ commenti (5)(popup)
categoria :